Storia dell'Associazione Italiana Ju-Jitsu e del Ju-Jitsu in Italia PDF Stampa E-mail
venerdì 12 settembre 2008

LO SVILUPPO IN ITALIA DEL JU JITSU

Il Ju Jutsu si diffuse nel periodo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento soprattutto lontano dal Giappone grazie alla rivalità con il Judo Kodokan.
I maestri delle scuole di Ju Jutsu infatti, costretti a subire la crescente popolarità di questa scuola, trovarono nuovi stimoli e un fertile terreno d'insegnamento all'estero, grazie anche alla vittoria giapponese sulla Russia (1904-1905) che accrebbe l'ammirazione per questo popolo che, uscito da un interminabile medioevo feudale solo nella seconda metà dell'Ottocento, in pochi anni aveva saputo conquistarsi un posto di primo piano tra le grandi potenze, e tanto fu l’interesse per questo sistema di lotta che fu incluso nel programma delle Olimpiadi di Saint Louis del 1904.
Domata la rivolta dei Boxer (1900) l'Italia aveva ottenuto una concessione in Cina a Tientsin, in cui vi era la caserma Carlotto, potendo così allargare i propri interessi in Estremo Oriente e, grazie ai contatti stabiliti al tempo della Rivolta con i giapponesi, venne favorita la diffusione delle tecniche anche tra i nostri soldati, incuriositi ed affascinati dal modo particolare di combattere all'arma bianca o a mani nude, dei soldati del Mikado, che erano senza dubbio i migliori mai visti.
Tra il Dicembre 1905 ed il Marzo 1906 si disputò il Trofeo Florio di Lotta, che ebbe luogo a Palermo, Napoli e Roma e in tutte e tre le città il pubblico poté assistere, per la prima volta, anche a sfide di Jiu Jitsu, come venne tradotto all’epoca; nell'Aprile 1906 tre maestri giapponesi di passaggio a Roma si esibirono ed uno di loro, Ysmano, si trattenne per qualche tempo impartendo delle lezioni.
Gli entusiastici commenti convinsero il Ministro della Marina Carlo Mirabello ad organizzare un corso sperimentale sull'incrociatore Marco Polo, che stazionava nelle acque della Cina, pertanto assegnò al Capitano di Vascello Carlo Maria Novellis il comando della nave e lo incaricò di assumere un istruttore di Jiu Jitsu.
Questi, dopo molte ricerche, trovò a Shanghai un insegnante, Matsuma - Cintura Nera I Dan, proveniente dalla Marina Militare, che godeva della fiducia del Console giapponese e il 24 Luglio 1906 venne stipulato un contratto di quattro mesi per un corso che si sarebbe tenuto a bordo, al termine del quale gli allievi migliori avrebbero sostenuto gli esami direttamente alla palestra Kodokan.
Nell’Ottobre dello stesso anno i nostri marinai si sottoposero agli esami ma il risultato fu negativo per colpa del maestro che, come commentarono al Kodokan, pur essendo abbastanza abile non poteva insegnare ai suoi allievi più di quanto sapesse.
La prima esperienza italiana di insegnamento di lotta giapponese si risolse dunque con una beffa e per evitare altre spiacevoli sorprese Novellis pensò allora di richiedere un insegnante proprio al Kodokan, ma il Ministro non diede il suo assenso.
Il 31 Dicembre 1906 giunse a Shanghai l'incrociatore Vesuvio e il comando delle operazioni fu ceduto al Capitano di Vascello Barone Eugenio Bollati di Saint Piene che fece imbarcare, dal Marco Polo, due marinai ormai abili nella lotta giapponese: uno di loro, il timoniere brindisino Luigi Moscardelli, nell'Aprile 1907 ottenne a Tokyo il «Diploma di Abilitazione all'Insegnamento».
Le lezioni di lotta giapponese furono dunque impartite da un nostro marinaio che aveva però soltanto pochi mesi di esperienza acquisita con un mediocre insegnante e attingendo solo saltuariamente alle fonti, pertanto finimmo per confondere il Jiu Jitsu con il Judo, praticando una disciplina autarchica inserendovi spesso elementi estranei di lotta.
Nel Settembre del
1907 a bordo del Vesuvio si disputarono le gare semestrali imposte dal Ministro della Marina per mantenere in allenamento gli equipaggi e la competizione di lotta giapponese Jiu-Jitsu Judo, come venne chiamata, fu vinta dal Sottocapo Cannoniere Raffaele Piazzolla sul diciannovenne Cannoniere Scelto Carlo Oletti.
Il 30 Maggio
1908 a Roma, a Villa Corsini, si svolse la prima dimostrazione di Jiu-Jitsu Judo fatta in Italia da italiani, i sottoufficiali Emanuele Vegliante e Giuseppe Guzzardi, e pochi giorni dopo Vittorio Emanuele III volle che l'esibizione fosse ripetuta nei giardini del Quirinale.
Nel Giugno 1909 si svolse a Roma una nuova dimostrazione in cui, presentati dal 2°Capo Torpediniere Emanuele Vegliante, si esibirono il Capo Timoniere Giuseppe Guzzardi e il Capo Cannoniere Romolo Scarinei, ma la manifestazione questa volta ebbe minore risonanza e nonostante l'ottimo esordio il cammino del Jiu-Jitsu Judo divenne lento e difficile.
Poi, complice anche la guerra, per molti anni sulla lotta giapponese calò il silenzio anche per colpa del totale disinteresse che mostrò
la Federazione Atletica Italiana (FAI) che allora si occupava di lotta Greco-Romana, Pugilato e Sollevamento Pesi ma non volle sentir parlare di Lotta Libera e Jiu Jitsu.
Il conflitto fece però comprendere non solo la necessità di diffondere l'educazione fisica ma anche l'utilità di disporre di reparti speciali esperti anche nel combattimento corpo a corpo e il lavoro compiuto non fu quindi inutile; infatti i militari che avevano appreso la lotta giapponese vennero utilizzati per addestrare i Caimani del Piave e gli Arditi, come il Capitano Giovanni Racchi, autore di testi di ginnastica, che aveva elaborato alcune tecniche di Jiu Jitsu che si adattavano alle operazioni militari.
Nel primo dopoguerra vi fu un riavvicinamento di Italia e Giappone e si ridestò l'interesse per l'impero del Sol Levante, per i suoi costumi e per le sue tecniche di combattimento.
Sul finire del 1921 il Capo Cannoniere di 1ªClasse Carlo Oletti fu chiamato a dirigere i corsi di lotta giapponese alla Scuola Centrale Militare di Educazione Fisica (SCMEF) a Roma e successivamente in diverse palestra della capitale al punte che, vista la diffusione della disciplina, il 30 Marzo 1924 i delegati di 28 società e gruppi sportivi civili e militari si riunirono per fondare
la Federazione Jiu-Jitsu Judo Italiana (FJJI) che nel primo articolo del Regolamento Tecnico Federale riconosceva «quale metodo ufficiale di Jiu Jitsu, sia per l'insegnamento che per la pratica, il metodo Kano».
Nonostante gli sforzi di pochi appassionati, il Jiu Jitsu-Judo però si faceva largo assai lentamente tra il grande pubblico e a nulla servì, nel 1927, la trasformazione della FJJI in Federazione Italiana Lotta Giapponese (FILG) e l’organizzazione, nel Luglio del 1928, di una grande riunione di propaganda alla presenza del M°Jigoro Kano.
Purtroppo il trasferimento di Oletti a
La Spezia nel 1930 raffreddò gli entusiasmi nati sull’onda del successo e della pubblicità ottenuta dopo la manifestazione che avevano portato allo svolgimento dei primi esami per l'attribuzione della qualifica di Maestro e nel Febbraio 1931 la FILG venne sciolta e la sua attività inquadrata nella Federazione Atletica Italiana (FAI) provocando l'inesorabile declino della lotta giapponese con un ulteriore cambiamento importante: nel Regolamento approvato dal CONI nel Gennaio 1933 per la lotta giapponese il termine Jiu Jitsu-Judo era stato sostituito da Judo.
La lotta giapponese cadde nel dimenticatoio e se ne riparlò solo nel 1942 quando ebbe inizio alla Scuola di Polizia di Caserta il 1°Corso Allenatori di Lotta Giapponese, diretto dal Prof. Francesco Cao che aveva abitato in Giappone ottenendovi
la Cintura Nera, ma i sui appunti non parlavano però più di Jiu Jitsu ma di Judo e indubbiamente nell'opuscolo si riscontrava una conoscenza dello stile Kodokan nell'uso dei termini appropriati.
Se ne sarebbe riparlato grazie a Biagio “Gino” Bianchi, era nato a Genova il 14 Giugno 1914, che durante il periodo di leva in Marina era stato inviato in Cina presso la caserma Carlotto dove, essendo campione militare di Savate, partecipò ai corsi di lotta giapponese.
Nel 1946, congedato dalla Marina iniziò ad insegnare il Ju Jitsu, errando la terminologia che poi entrò nell’uso comune, e nel 1950 si stabilì nella palestra di Salita Famagosta 1r, e nel 1952, viene fondata l’Organizzazione Ligure Divulgazione del Ju Jitsu (OLDJ), con lo scopo di coordinare la pratica e la diffusione della disciplina.
Il 30 Marzo 1960, sotto la sua direzione, si tenne a Genova Bolzaneto il 1°Congresso Nazionale del Ju Jitsu che ebbe il merito di gettare le basi per il suo futuro sviluppo; in quel periodo era particolarmente vivo il contrasto e l'attrito tra i praticanti del Judo e quelli del Ju Jitsu per cui il Congresso ebbe come obiettivo principale quello di esaminare e rimuoverne le cause e di codificare un programma tecnico che potesse favorire lo scambio di esperienze.
Da qui nacque
la Federazione Autonoma Ju Jitsu (FAJJ), formata inizialmente da cinque palestre aventi la stessa unità di intenti e di metodo con un programma tecnico e didattico comune, che coordinò l'attività nonostante il vuoto seguito alla morte improvvisa del M°Bianchi, avvenuta sui gradini della chiesa del Carmine per un attacco di cuore il 12 Febbraio 1964 mentre si recava al lavoro.
Nel 1966
la Federazione assunse la denominazione di Federazione Nazionale Ju Jitsu (FNJJ) ed organizzò il 2°Congresso Nazionale del Ju Jitsu.
Nel
1973 l'Assemblea Federale della Federazione Italiana Karate (FIK), approvando l'operato del Consiglio di Settore che aveva promosso l’iniziativa due anni prima, avvallò l'inquadramento del Ju Jitsu nel suo ambito nel «3°Settore» insieme ad Aikido e Kendo.
Nel 1977 il M°Rinaldo Orlandi si fece promotore affinché l’attività fosse coordinata sulla base di scambi tra Germania, Italia e Svezia e riuscì a fondare l’European Ju Jitsu Federation (EJJF)alla cui presidenza fu eletto, carica poi confermata nel 1978 dalla Assemblea Costituente.
Nel 1979 il Ju Jitsu fu inquadrato nella Federazione Italiana Karate Tae Kwon Do e Discipline Associate (FIKTEDA) nel «Settore C», unitamente all'Aikido e al Kung Fu, la cui attività e divulgazione veniva coordinata sotto l'egida del CONI attraverso
la Federazione Italiana Lotta Pesi e Judo (FILPJ).
Nel
1986 a causa di problemi interni, che portarono poi allo scioglimento della FIKTEDA, il Settore fu chiuso ed il Ju Jitsu fu invitato ad entrare in FILPJ come sport amatoriale, perdendo quindi la possibilità di continuare a svolgere l’attività agonistica ormai svolta a livello internazionale, per cui si diede una sua struttura assumendo, nel 1989, la denominazione di Associazione Italiana Ju Jitsu & Discipline Associate (AIJJ & da) ed aderendo direttamente alla EJJF.
Nel 1987, sulla base del notevole interesse manifestato da diversi Paesi extraeuropei circa l’attività svolta dalla EJJF, si fondò l’International Ju Jitsu Federation (IJJF) della quale venne nominato Presidente il M°Orlandi, che ne era stato il promotore.
Nel 1988 entra a far parte della AIJJ il Centro Studi e Ricerche Ju Jitsu Italia, fondato nel 1974 dal M°Silvano "Piero" Rovigatti, che porta all’interno dell’Associazione nuove conoscenze tecniche, con l’entrata dello stile GoJu, e nuova forza organizzativa che ha il suo punto massimo con i Campionati Mondiali IJJF che si sono tenuti dal 25 al 27 novembre
1994 a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, anno nel quale aderisce all’AIJJ anche il DAMUN - Disciplina di Autodifesa Moderna Unicamente Napoletana - sistema marziale di difesa personale creato nel 1998 dai fratelli Alfredo e Francesco Pellecchia.
Il 28 Ottobre 1993 infine
la IJJF venne inquadrata come membro provvisorio nell’ambito della General Association of International Sport Federations (GAIFS) e nel 1994 nell’International World Games Association (IWGA), promuovendo e riconoscendo in tal modo il Ju Jitsu quale sport mondiale.
Nel 1998 per essere accettata come membro ufficiale del GAISF - il 17 ottobre - il nome è stato cambiato in Ju Jitsu International Federation (JJIF) rappresentata in Italia dalla AIJJ.
Il 15 e 16 Agosto 1997 il Ju Jitsu partecipa per la prima volta alle World Games che si svolgono a Lathi in Finlandia, l’Italia è rappresentata dalla Associazione Italiana Ju Jitsu.
Il 19 e 20 Agosto 2001 le World Games vengono svolte a ad Akita in Giappone ed il Ju Itsu Italiano è presente con l’AIJJ:
Il 17 e 18 Novembre 2001 l’AIJJ organizza per conto della Federazione Internazionale la 15a edizione dei Campionati Europei in Italia, a Genova.
Il 26 e 27 Maggio 2007 l’AIJJ, ospita nuovamente i Campionati Europei di Ju Jitsu in Italia a Torino.
Oltre a questi importanti eventi sopraccitati, ogni anno l’AIJJ oltre a svolgere la sua attività Nazionale con Campionati, Trofei, Stages tecnici, Master formativi, Corsi per Ufficiali di Gara etc, partecipa all’attività Internazionale promossa dalla Federazione Internazionale ed Europea come Campionati del Mondo. Campionati Europei, Trofei Challenge Cup, Stages di varia natura.

 

 

 

 

Pubbliche Relazioni

A.I.J.J.



 




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